Dopo più di cinque ore di discussioni, alla fine l’accordo con il gruppo Natuzzi è stato raggiunto. Durante una riunione al ministero del Lavoro, ministero delle Imprese e del Made in Italy, regioni Puglia e Basilicata, rappresentanti di Confindustria e sindacati di categoria (FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs) hanno siglato un’intesa sulla cassa integrazione straordinaria per le lavoratrici e i lavoratori del leader nella produzione di salotti e divani. L’azienda di Santeramo in Colle (Bari), come rende noto la Regione Puglia, potrà ricorrere alla cigs per un massimo di 1.755 dipendenti nelle unità produttive in Puglia e Basilicata, con il limite di utilizzo al 62%: inizialmente era stato richiesto l’80%. Si aggiungono anche 6 milioni di euro, messi a disposizione dall’azienda, per favorire l’esodo incentivato che sarà erogato dal primo gennaio al 30 settembre 2027 per le uscite volontarie entro fine 2026. Le modalità per definire i lavoratori interessati saranno discusse il 20 maggio nella sede barese della società.
Natuzzi, che è anche quotata a Wall Street, è in difficoltà da diverso tempo e il taglio degli organici rientra nelle azioni per contrastare la crisi. La multinazionale ha chiuso i conti del 2025 con una perdita di 30,6 milioni, il doppio dell’anno prima (15,4 milioni). L’intesa, che la Regione Puglia definisce come importante per “il futuro industriale dell’azienda e sulla salvaguardia occupazionale”, garantisce maggiore tutela ai lavoratori, attendendo la definizione del nuovo piano di rilancio industriale. Per Natuzzi invece l’intesa è utile per guadagnare tempo e liquidità per poi discutere le strategie a lungo raggio nel tavolo permanente che è stato confermato il 27 maggio al Mimit, dove, tra le altre cose, si discuterà dell’iter di ingresso di Invitalia, quindi lo Stato, nel capitale sociale, come riporta il Sole24Ore.









