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Svolta nella complessa vertenza che coinvolge il Gruppo Natuzzi e i lavoratori del distretto del mobile imbottito tra Puglia e Basilicata. Presso il ministero del Lavoro è stata sottoscritta un’intesa tra l'azienda e i sindacati sulla gestione del residuo periodo di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) sino al 31 dicembre 2026, a seguito dell'istanza di modifica presentata da Natuzzi spa lo scorso 20 aprile.​L’accordo, arrivato dopo una trattativa serrata e grazie alla mediazione ministeriale, introduce significative modifiche migliorative rispetto alle richieste iniziali avanzate dall'azienda, garantendo maggiori tutele sul fronte della rotazione e del pagamento degli ammortizzatori sociali.Percentuali Cigs più basse e anticipo in busta pagaLe organizzazioni sindacali, unitamente al coordinamento Rsu Rsa, hanno ottenuto un netto ridimensionamento delle pretese aziendali. In primo luogo, sul fronte dell'impatto della Cassa Integrazione “a fronte della richiesta aziendale dell’80% l’utilizzo della Cigs si attesta fino al 62% medio con confronto preventivo obbligatorio con le organizzazioni sindacali e le Rsu/Rsa sui calendari e sull’omogeneizzazione e equa rotazione per l’intero perimetro con immediata convocazione dei rappresentanti sindacali”.Cosa sta succedendo davvero ai posti di lavoro a Bari?Un altro punto cruciale riguarda la tutela del reddito dei lavoratori nell'immediato. Non ci sarà il pagamento diretto da parte dell'Inps, che avrebbe comportato lunghi tempi di attesa: “a fronte della richiesta di pagamento diretto Inps, è confermato l’anticipo del trattamento di integrazione salariale da parte dell’azienda”. ​Sul piano dell'assetto dei siti produttivi, i sindacati precisano che “a fronte della richiesta di inserire nella procedura le razionalizzazioni dell’assetto industriale, si conferma l’attuale perimetro e l’unica causale individuata a giustifica di questa variazione è il calo ordini globale del settore”.​L'intesa prevede anche sul tavolo “la disponibilità di 6 milioni di euro per un piano di incentivazione all’esodo volontario, da definire con un successivo accordo sindacale”, e istituisce una cabina di regia per verificare il rispetto dei patti: “il monitoraggio presso il Mimit, alla presenza anche del ministero del Lavoro, sull’effettiva applicazione degli accordi da parte dell’azienda”.“Messi in sicurezza i lavoratori”“Si tratta di un risultato importante per diversi motivi - ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio - perché consente innanzitutto di mettere in sicurezza i lavoratori in una fase ancora delicata della vertenza e, allo stesso tempo, crea le condizioni per riaprire concretamente il confronto sul futuro produttivo e occupazionale del gruppo, condizione necessaria posta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso. Ringrazio tutte le parti coinvolte, le organizzazioni sindacali, l’azienda, il Ministero del Lavoro e il Mimit, per il senso di responsabilità e l’approccio costruttivo che hanno reso possibile questo accordo”.“Come Regione Puglia - ha sottolineato l’assessore - abbiamo accompagnato questo percorso mettendo a disposizione strumenti concreti di politica attiva del lavoro: percorsi di riqualificazione professionale per i lavoratori in cassa integrazione, misure di sostegno al reddito attraverso indennità di frequenza e il nuovo sportello del Centro per l’Impiego attivato da Arpal Puglia a Santeramo in Colle, pensato proprio per rafforzare le attività di orientamento, ricollocazione e supporto ai lavoratori coinvolti”.Il contesto di crisi e la mobilitazione continua​Il risultato ottenuto a Roma è il frutto di settimane di tensioni e mobilitazioni che hanno visto i lavoratori della Murgia scendere in piazza a difesa del proprio posto di lavoro. Il settore sta attraversando una tempesta perfetta, come evidenziato nella nota congiunta: ​“L’incontro odierno arriva in un contesto particolarmente complesso per il settore del mobile imbottito, fortemente condizionato dalla crisi dei mercati internazionali, dalla contrazione degli ordini e dalle tensioni economiche globali che stanno colpendo in maniera significativa l'intero distretto produttivo tra Puglia e Basilicata”.​Proprio per questo, la firma sulla Cigs non viene vissuta come un punto d'arrivo, ma come una trincea da cui ripartire per difendere il polo industriale. ​“Il confronto sindacale e istituzionale ha permesso di modificare l’impostazione iniziale, introducendo maggiori garanzie per le lavoratrici e i lavoratori rispetto alla procedura di cassa integrazione e alle posizioni aziendali. L’intesa, tuttavia, non chiude la vertenza: serve ora proseguire il confronto al Mimit per ottenere risposte chiare e verificabili sul futuro industriale del Gruppo Natuzzi. Confronto sostenuto in tutto questo tempo dai presidi e dalle manifestazioni promosse da tutte le sigle sindacali e ampiamente partecipate dalle lavoratrici e dai lavoratori. Da oggi pretendiamo delle risposte chiare sul progetto industriale, senza le quali continueremo e rafforzeremo le iniziative di mobilitazione”.​Fari puntati sul tavolo del 27 maggio al Mimit​La vera partita per il rilancio del Gruppo si sposterà ora al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Nel corso del vertice è stata infatti confermata la convocazione del tavolo ministeriale per il prossimo 27 maggio 2026. In quella sede “si affronteranno le questioni industriali: reshoring, volumi produttivi, investimenti, stabilimenti italiani, prospettive occupazionali, intervento pubblico, messa in sicurezza e rilancio produttivo del Gruppo in Italia”. ​I sindacati promettono di non abbassare la guardia, chiamando in causa direttamente il Governo e il ministro Adolfo Urso: ​“Le lavoratrici e i lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo. Per questo continueremo a vigilare sull’applicazione dell’accordo e a rivendicare una prospettiva industriale seria, capace di tutelare lavoro, competenze e futuro del distretto del mobile imbottito, sul quale chiederemo al Mimit e, alla presenza del Ministro Adolfo Urso, le garanzie al centro della nostra azione sindacale”.​La parola passa ora ai lavoratori. Le sigle sindacali hanno annunciato che “nei prossimi giorni saranno convocate assemblee con le lavoratrici e i lavoratori negli stabilimenti di tutto il Gruppo Italiano” per illustrare i dettagli dell'accordo e preparare la cruciale scadenza di fine mese.“Guardiamo ora con fiducia al tavolo convocato per il prossimo 27 maggio al Mimit - ha aggiunto l'assessore Di Sciascio - al quale parteciperemo insieme a Leo Caroli, presidente della Task force regionale Occupazione, struttura strategica della Regione che ha seguito la vertenza sin dalle prime fasi con un costante lavoro di raccordo istituzionale e confronto con le parti. Se continuerà a prevalere il clima di responsabilità emerso oggi, potremo costruire le condizioni per un impegno pubblico capace di sostenere concretamente il piano di rilancio industriale, garantendo continuità produttiva agli stabilimenti pugliesi e tutela dell’occupazione”.