Sesto Fiorentino, 21 maggio 2026 – Tutti a guardare il cielo quando è nuvoloso. Perché, in caso di minaccia di forti piogge, nei residenti dei palazzi di via Di Vittorio sale la paura legata all’eventualità che possano di nuovo andare sott’acqua i garage, come a marzo 2025 ma anche nel settembre e ottobre successivi. “In realtà – racconta uno dei condomini, Luca Ridi – la situazione va avanti da molti anni, fin dagli ’80 con i primi allagamenti e varie comunicazioni inviate sia ai Comuni di Sesto e Calenzano, visto che siamo al confine, che a Publiacqua. Nel 2010 Publiacqua dispose per la realizzazione di tre griglie per la raccolta delle acque meteoriche su via di Calenzano ma con scarsi risultati. Poi, abbiamo inviato molti solleciti ma non è accaduto niente”.
Il 14 marzo 2025, per gli eventi meteo estremi ma anche in conseguenza del crollo del muro di sostegno in via di Calenzano e dell’esplosione della condotta a circa un terzo del percorso che da via di Calenzano raggiunge via Pratese, poi l’acqua è arrivata a 3 metri di altezza sommergendo i garage e le cose all’interno, con danni ingentissimi per molti che hanno perso auto e moto: “Dopo questo fatto – continua Ridi – siamo venuti a conoscenza che a lato strada di via Arrighetto da Settimello un tempo scorreva la gora di un mulino oggi trasformata in un canale sotterraneo. Non è dato sapere quando né chi abbia realizzato una bretella che connette il canale tombato alla tubazione condominiale in cemento. Dopo la rottura di questa condotta si sono verificati allagamenti anche il 20 settembre e il 30 ottobre scorsi, con disagi e ulteriori danni. A febbraio e marzo sono stati fatti sopralluoghi dal Comune ma a oggi non è stata prospettata alcuna soluzione”. Da qui una serie di richieste: la tranquillità “che dovrebbe avere ogni cittadino sestese anche se abitante ai margini del Comune, durante gli eventi piovosi” ma anche la presa in carico da parte del Comune della tubatura che corre al confine del Comune e del supercondominio, il ripristino della tubazione rotta ma soprattutto che il Comune “si renda responsabile dei danni che i condomini subiranno, in caso di future alluvioni”.










