Ci sono sirene che suonano e altre che invece non funzionano (melodie interrotte, singhiozzi, urla senza decibel). Si sono sentite di sicuro, nel terzo anniversario dell’alluvione – anzi delle alluvioni di maggio 2023 e poi settembre e ottobre 2024 – le sirene attivate dal Comune di Cesena a Martorano, Ronta e San Martino in Fiume. Qui era tutto fango e dolore e disperazione: ora il sindaco Enzo Lattuca sa che quel segnale di 60 secondi è prima di tutto un calco di cosa è stato fatto, ma anche un monito, anche perché non è il primo livello di comunicazione del disastro imminente. Ma ogni società ha bisogno di simboli e fatti concreti e amicizia civile. Così, ogni anno, in occasione del 16 maggio, queste sirene saranno controllate e accese, aiuteranno a ricordare chi non c’è più, ma anche cosa è stato progettato e cosa va sistemato.
E qui veniamo dunque alle sirene che non funzionano, alle canzoni stonate. Alla ferita profonda che non s’è ancora rimarginata nonostante l’accelerazione impressa dal Governo e dal presidente della Regione Michele de Pascale insieme con il commissario Fabrizio Curcio e con gli amministratori di ogni colore. Una ferita prima di tutto psicologica. E alle domande delle domande: Siamo più sicuri? Come procede la ricostruzione? Il sindaco di Cesena Enzo Lattuca ha fatto suonare le sirene anti alluvione







