"Iprogetti ci sono, le ditte ci sono, ora bisogna fare in modo che si rispettino i tempi".

L'appello per l'accelerazione della ricostruzione post sisma, nell'anno del decennale dalle scosse del 2016 (24 agosto), è di Michele Franchi, sindaco di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), uno dei centri più colpiti dal terremoto che bersagliò Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria, causando 299 morti di cui 52 ad Arquata del Tronto (48 nella frazione di Pescara del Tronto), devastata dal sisma.

A margine di un convegno nella sede regionale di Palazzo Li Madou ad Ancona, promosso dall'Uncem (Unione nazionale comuni montani) Marche, sul tema del dissesto idrogeologico, Franchi ha parlato di un recente incontro a Roma, affiancato, tra gli altri, dai primi cittadini di Accumoli e Amatrice: "questo è un anno cruciale perché sono passati dieci anni e dobbiamo finalmente toccare con mano, raccogliere quello che abbiamo seminato - ha sottolineato il sindaco di Arquata -, soprattutto i progetti partiti per Arquata-Capoluogo, per Pescara del Tronto, vedere i primi lavori davvero sul territorio.

Stiamo aspettando in questi giorni i sottoservizi a Pretare, sono stati già visti i primi cantieri.

Sappiamo che nel periodo invernale è difficile partire però adesso i progetti ci sono, le ditte ci sono, bisogna solo fare in modo che si rispettano i tempi".