Il ministro della Sicurezza nazionale di Israele, l’estremista di destra Itamar Ben-Gvir, ha trasformato l’atto di pirateria della Flotilla in una occasione di propaganda. Il commento di Stefano Feltri tratto da Appunti
La Global Sumud Flotilla ha raggiunto il suo obiettivo dichiarato e più importante, cioè scuotere il mondo dall’apatia, dalla rassegnazione per quello che sta succedendo a Gaza.
Gli attivisti sulle barche ci sono riusciti nel modo tipico di ogni disobbedienza civile, cioè rendendo visibile la natura del potere al quale si opponevano.
Hanno reso evidente la svolta illiberale del regime di Israele, la sua deriva autoritaria che è alla base sia del genocidio di Gaza, sia dell’intervento di pirateria compiuto in mare per fermare le barche partite dall’Europa per portare aiuti ma soprattutto solidarietà ai palestinesi ancora assediati.
I fatti sono ormai noti: questa volta Israele non ha aspettato che la Flotilla raggiungesse la prossimità delle acque territoriali israeliane. Ha agito in acque internazionali molto lontane da Israele, prima ha attaccato le barche vicino a Creta, poi al largo di Cipro.










