Il video e le polemiche

Silvestro Gallipoli

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Nuova spedizione della Flotilla, stesso copione. Decine di barche e centinaia di attivisti sono stati fermati dalla Marina israeliana, al largo di Cipro, dopo che la missione era ripartita lo scorso 14 maggio dalle coste turche. Eppure, questa volta, gli attivisti hanno una ragione più che valida per cantare vittoria, perché il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, è caduto con entrambe le scarpe nelle loro provocazioni.

Ieri, sui suoi social, il politico ha diffuso un filmato agghiacciante in cui derideva i membri della Flotilla, che erano stati scortati nel porto di Ashdod. «Benvenuti in Israele, siamo noi i padroni di casa», grida il ministro dell’ultra-destra israeliana nel filmato. Davanti a lui, immobilizzati in ginocchio e con le mani legate dietro alla schiena, ci sono centinaia di attivisti. «Sono arrivati con tanto orgoglio – li schernisce Ben Gvir – e guardate come sono ridotti ora», invitando Netanyahu a consegnarli alla giustizia in modo da essere messi «nelle prigioni dei terroristi per molto tempo». Il premier israeliano, però, non è stato dello stesso avviso e lo ha sottolineato in un comunicato: «Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza, ma il modo in cui Ben Gvir ha trattato gli attivisti – ha commentato Netanyahu – non è in linea con i valori e con le norme di Israele». Prima delle dichiarazioni di Bibi, anche il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, aveva denunciato la cattiva condotta di Ben Gvir: «Ha consapevolmente arrecato danno allo Stato», definendo il video «uno spettacolo vergognoso» e scagliandosi contro l’autore del filmato: «Tu non sei il volto di Israele».