Da Conte che lascia Napoli e punta la Nazionale a Sarri verso il Vesuvio. E persino Mancini...
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Mancano i calciatori. Mancano soprattutto le idee. Alla voce allenatori si ha a che fare con una mensa aziendale, solite proposte in menù, nel senso di tecnici che fanno parte della stessa compagnia di giro, nessun capriccio, nessuno scatto geniale, si punta sulla minestra riscaldata, gli allenatori sono come i danzatori irlandesi del cell dancing che si scambiano continuamente le o i compagni di ballo, un segnale di modestia impiegatizia, con l'alibi della mancanza di denari e con il timore di avventurarsi in nuove esperienze rischiose. Di certo ci sono soltanto il posto di lavoro di Chivu, dovuto al doppio successo e quello di Gasperini che ha rivitalizzato la Roma; gli altri colleghi sono in lista di attesa e di appesa, a Napoli dovrebbe tornare Maurizio Sarri dopo che l'attuale allenatore ha comunicato di non voler passare altre nuttate però attratto da un'altra volta in azzurro, Coverciano è un albergo con le porte girevoli, Roberto Mancini sfrutta l'endorsement della stampa amica e allora perché non rivalutare Ventura che ha avuto colpe minori rispetto a chi lo ha seguito in nazionale? Al Milan si sentono più voci che all'Eurofestival, Allegri è al centro del coro, ormai è l'orso del tiro a segno, sarebbe bellissimo vederlo sulla panchina della nazionale, non tanto per la sua carriera ma per il fatto di essere oggetto delle critiche dell'opinion maker della Rai, Adani Daniele, non proprio un suo cantore divino.











