Rieccoci, un anno più tardi, più o meno allo stesso punto. Il Napoli resta al bivio mentre Antonio Conte sembra - c'è una partita ancora da giocare, quella di domenica contro l'Udinese - già il passato di un club affacciato al futuro. Ma un anno dopo ci si interroga su chi sarà in panchina e anche il nome di Max Allegri inizia a farsi spazio in attesa che le ombre lascino anche il futuro di Sarri. Nelle ultime ore (anzi, di più, nelle ultime settimane) Aurelio De Laurentiis e Giovanni Manna hanno iniziato a pensare con insistenza a Max, anche se il lavoro con Sarri non si è fermato, andando avanti in maniera parallela, con incontri più o meno vicini e proposte più o meno formali.
Ma Allegri diventa un candidato forte per la panchina del Napoli perché il legame con la dirigenza azzurra è sempre stato cosa nota. Più volte Allegri è sembrato un profilo ideale per raggiungere De Laurentiis a Napoli, ma la storia ha preso una strada diversa sempre e lo scorso anno Max ha trovato destinazione nuovamente in quel Milan bis che sperava di rilanciare alla contiana maniera. Un anno più tardi tutto o molto per Max dipende da come finirà domenica. Sì, perché forse molti hanno dimenticato che il campionato non è ancora finito e tra le squadre ancora in corsa per la Champions c’è proprio quel Milan che dovrà battere il Cagliari per ritrovarsi nuovamente nella sua coppa preferita. Quella che ha vinto sette volte e che nell’ultimo anno neppure ha giocato. Per Max era il primo e ora si è trasformato nell’unico obiettivo, ma anche centrarlo non sarebbe automatica conferma. Lo stipendio aumenterebbe (da 5 a 6 milioni), ma questo è l’ultimo dei pensieri in casa rossonera. Dove la situazione rischia di saltare da un momento all’altro dopo una stagione comunque deludente rispetto alle aspettative e al percorso del girone di ritorno che ha acceso i riflettori sul lavoro fatto. L’Allegri bis potrebbe durare a Milano solo una stagione? Il Napoli si sta interessando, perché non è un segreto il rapporto sia con De Laurentiis che con Manna, che ha già lavorato con lui a Torino. Domani Max andrà in ritiro con la squadra, non si parlerà di niente se non di Cagliari.Inevitabilmente i tempi si allungano. Gli stessi tempi che stringono attorno a Maurizio Sarri che resta il preferito del club: l’offerta del Napoli resta sul tavolo, 2,5 milioni (più bonus) per due anni più uno. Quella dell’Atalanta, però, non solo è più lunga (tre anni) ma anche più generosa (circa 3,5 milioni di euro). Intendiamoci, però: la scelta di Sarri non arriverà su basi economiche. Maurizio non ha mai pensato alle cifre (comunque importanti) in queste settimane, tornerebbe volentieri a Napoli ma c’è un progetto a cui doversi affidare per evitare di ricadere negli stessi errori fatti otto anni fa. I rapporti si erano incrinati davanti a visioni diverse, le stesse che potrebbero ritrovarsi anche oggi e complicare una strada - quella azzurra - già complicata dopo due anni di Conte. Il rapporto con Giuntoli (già insieme a Napoli), in arrivo a Bergamo, potrebbe fare la differenza per l’ormai ex allenatore con la Lazio che lunedì, dopo l’ultima partita della stagione, incontrerà la dirigenza per chiarire il suo futuro. «Chiedete a lui se resta perché per me ha altri due anni di contratto» he detto ieri Lotito a Montecitorio. Ma sa anche lui che il futuro del toscano sarà lontano da Roma. Ieri, a Formello, c’era aria di fine anno. Con il Napoli i contatti non si sono fermati perché la voglia di chiudere in fretta non mancherebbe.Una terza strada c’è? Anche di più, forse. Siamo appena all’inizio della off season. Nei giorni dopo la vittoria sull’Atalanta, Vincenzo Italiano ha speso qualche ora di relax fuori città, ore in cui ha capito di poter essere una alternativa per De Laurentiis qualora le prime piste dovessero diventare impraticabili. Da sempre è nella lista del Napoli, gli anni a Bologna non hanno entusiasmato al massimo ma resta uno degli allenatori più apprezzati della Serie A. Altre opzioni, al momento, restano solo idee: come potevano esserlo Farioli, Maresca o anche Xabi Alonso, profili “esteri” (non di nazionalità per alcuni, ma di scuola sicuramente) su cui però non c’è stato altro lavoro in queste settimane.Aston Villa-Friburgo 3-0: gli inglesi vincono l'Europa League. Quinto successo per Emery (che entra nella leggenda)L’impressione, prima di tutto, è che il club non voglia ripetere “l’errore” arrivato dopo l’addio di Luciano Spalletti nell’estate del 2023: nessuna lista da troppi nomi, nessun casting sfrenato alla ricerca del profilo migliore, nessuna caccia all’allenatore migliore. Il Napoli ha le idee chiare e sarà pronto a farle valere. Ma anche il campionato incombe: l’ultimo turno di domenica non è un apostrofo ma un punto deciso. Che può aprire a tante altre sfumature in questo finale di stagione. Serve il tempo giusto a tutti, anche per dare il via al domino delle panchine che ora affascina: in Serie A, eccetto Inter e Roma, tutte le big rischiano di ritrovarsi ai nastri di partenza della prossima stagione con una nuova guida, con un progetto da rifare, da rilanciare e un nuovo ciclo da cominciare.










