Dal portiere Venturi al matador Pattarello: a centrocampo l’arrivo di Ionita ha dato solidità e classeRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Andrea LorentiniAREZZOMai come in altre occasioni la promozione in B dell’Arezzo è stata la vittoria della squadra. E’ stata la forza del collettivo, alla lunga, a fare la differenza. Un’annata vissuta senza un primattore assoluto, ma con un protagonismo diffuso fra diversi elementi della rosa. Il campionato ha portato a galla un apporto traversale e ben suddiviso, salvo qualche eccezione, fra tutti i componenti della rosa: basti pensare all’imbattibilità per oltre 700 minuti di Venturi (per lui ben 20 clean sheet su 37 partite), ad una difesa imperniata sull’esperienza di Chiosa, oppure a certe prestazioni straripanti di Chierico, oppure ancora ai gol pesanti di Ravasio, 7 dei quali (su 9) firmati da subentrato. Riavvolgendo il nastro della stagione, all’inizio è stato Tavernelli il trascinatore, a segno 5 volte nelle prime dieci giornate. Poi è toccato a Pattarello: 7 gol in nove gare a cavallo del giro di boa.
Nel girone di ritorno è salito in cattedra Cianci: 6 gol in undici turni, proprio nel momento clou della stagione. Nell’ultimo mese la scena se l’è, invece, presa Ionita, a bersaglio per 2 partite di fila per schiodare lo 0-0 contro Livorno e Pineto dentro due prestazioni extra large. Ogni giocatore ci ha messo, dunque, del suo. Mawuli ha segnato un gol determinante a Forlì, Iaccarino determinante a Campobasso con una delle reti più bella dell’intero torneo. Senza dimenticare Varela ha scacciato le ansie con il Livorno che nella prima parte di stagione è stata un’arma letale dalla panchina. Una rosa dove per mesi il fulcro del gioco è stato Guccione nel 4-3-3 disegnato intorno a lui, oppure la costanza di rendimento di Gilli, macchiata solo in parte dallo sciagurato fallo da rigore contro l’Ascoli. Menzione speciale per Arena: uomo del destino con i sigilli di Pineto e nella gara promozione contro la Torres.















