HomePratoCronacaQuesta stagione ha insegnato molto. Ora il Prato sarà subito protagonistaSerie D: si è concluso con un grande e meritato applauso il campionato del gruppo vincente di Dal CantoIl futuro è biancazzurro Foto AttalmiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici Orgoglio, un pizzico di rammarico e voglia di guardare subito alla prossima stagione. All’indomani della sconfitta patita dal Prato nella finalissima del girone E di Serie D, sono diverse le emozioni in casa biancazzurra. Da una parte resta la consapevolezza di aver vissuto una stagione da protagonisti. Il che non era affatto scontato, trattandosi del primo anno con la nuova proprietà e alla luce di tutte le difficoltà (a livello di campo ed extra campo) capitate in questi mesi. Dall’altra è innegabile che ci sia un po’ di amarezza per la conclusione di questo percorso, che ha visto la striscia positiva di Risaliti e compagni interrompersi proprio sul più bello. Niente lieto fine contro il Seravezza Pozzi in uno stadio Lungobisenzio vestito a festa e speranze di ripescaggio in serie C a questo punto del tutto azzerate. Da ora, la società laniera potrà quindi lavorare a 360° in vista del prossimo campionato, che sarà ancora quello di D. Durante questa settimana andranno in scena le ultime sedute del gruppo di Alessandro Dal Canto, che ovviamente resterà alla guida dei biancazzurri assieme al suo fido vice Giuliano Lamma. Prima del "rompete le righe", il Prato sarà all’opera al Lungobisenzio domani (alle 10), giovedì (alle 15, quando è previsto un allenamento con la Polisportiva Aurora) e venerdì (alle 10). Dopodiché, ci si rivedrà con i confermati e i nuovi acquisti il 15 luglio, per l’inizio del ritiro a Sestola. In attesa di scoprire quelle che saranno le scelte in chiave mercato, quel che è certo è che si ripartirà da quell’entusiasmo ricreato in questa annata. L’entusiasmo della Curva Ferrovia, che nonostante il ko di domenica ha ringraziato calciatori, staff e proprietà, e più in generale di un ambiente che ha ripreso a sognare a occhi aperti dopo anni dove le delusioni sono state indubbiamente superiori alle soddisfazioni.