Sono tornati oggi in piazza le lavoratrici e i lavoratori dell’ufficio per il processo, in servizio presso gli uffici giudiziari del distretto palermitano. Dalle 10 alle 12 si è tenuto un sit-in indetto da Fp Cgil e Usb davanti al tribunale, in piazza Vittorio Emanuele Orlando. A un mese dalla scadenza dei contratti, 1500 precari rischiano di non essere stabilizzati e molti di questi di essere trasferiti al Nord, con conseguenze drammatiche per gli uffici giudiziari dell’Isola. ”A rischio è il funzionamento degli uffici giudiziari palermitani”, denuncia la Fp Cgil Palermo che, accogliendo l’appello dei precari, prosegue il percorso di mobilitazione, dopo l’affollata assemblea del 4 maggio all’Epyc.“Non possiamo permetterci che tanti lavoratori siciliani vengano allontanati e che i nostri tribunali restino privi di personale. Soprattutto in questo momento in cui la mafia ricomincia a sparare a Palermo, ridurre l’organico della giustizia significa aggravarsi i tempi dei processi e indebolire la risposta dello Stato alla recrudescenza criminale e mafiosa”, ha detto Valentina Chinnici, deputata all’Assemblea regionale siciliana e vice segretaria regionale del Partito Democratico, che ha partecipato al sit-in dei lavoratori precari della giustizia.“L’Italia – ha spiegato Chinnici – ha speso circa 2,8 miliardi di euro dei fondi Pnrr per il personale della giustizia. Un investimento che dovrebbe consentire al nostro Paese di dimostrare a Bruxelles la riduzione del gap con gli standard europei”. Chinnici ha chiesto con forza al governo la stabilizzazione di tutti i precari e il mantenimento delle sedi di lavoro, per garantire efficienza e sicurezza al sistema giudiziario siciliano.