Scatta lo sciopero dei vigili del fuoco del comando di Ferrara, la protesta il 9 giugno, dalle 8 alle 12. E’ stato indetto dalle sigle Fp Cgil, UilFp e Conapo. "Chiediamo la massima solidarietà e partecipazione da parte di tutte e tutti, vista l’importanza dei temi al centro della mobilitazione che toccano anche la salute e sicurezza sul lavoro e che ci riguardano tutte e tutti", l’appello dei sindacati. Che rilanciano: "Partecipare è importante. Far sentire la nostra voce ancora di più. Facciamoci trovare uniti". Dalle 10 alle 12 verrà organizzato un presidio davanti la caserma che si trova in via Chailly.

Era nell’aria, alla fine è arrivato l’annnuncio dello sciopero che si inserisce nello stato d’agitazione dichiarato nei giorni scorsi da Mirko Bertelli e Andrea Piazzi, coordinatore provinciale Uilpa; Massimo Bevilacqua, coordinatore provinciale Conapo; Francesco Faccini, coordinatore provinciale Fp Cgil. I sindacati ormai da tempo denunciato le condizioni dei mezzi, i camion Aps per intervenire su incidenti e incendi; acqua di colore marrone dai rubinetti; l’impianto di condizionamento che non è più in grado di rispondere alle esigenze di confort. Uno dei temi più delicati è proprio quello dell’acqua che prima in base ad analisi commissionate dai vigili ad un laboratorio poi in via ufficiale è risultata non potabile. Troppo alta la concentrazione di ferro, così è scattato il divieto di bere, di usarla per cucinare, per lavarsi. Sono stati collocati nella caserma moduli di supporto logistico (Msl) per l’igiene personale, decisione che è stata disposta dal comando. Ormai da tempo i pompieri si portano le bottigliette da casa, adesso vengono fornite dal comando che si è subito mobilitato appena dai campioni è emerso che l’acqua sforava i parametri necessari perché sia potabile. Lo stesso comando ha segnalato ai vertici nazionali la situazione che si è venuta a creare nell’impianto e le conseguenze per il personale. Adesso l’acqua arriva nella struttura grazie ad un collegamento che attinge direttamente alla rete idrica Hera. "Ad usare i container per lavarsi sono 40 persone al giorno tra chi smonta la mattina, chi è operativo per il turno di giorno e chi smonta la sera. Certo qualcuno magari va anche a casa a lavarsi", spiega un vigile del fuoco. La caserma dispone di un suo impianto idrico ed è lì che si è verificato il problema. L’acqua dell’acquedotto che arriva fino a monte della centrale è pulita. Poi passa per la centrale termica, lungo le tubazioni e arriva così ai rubinetti. Iniziò la costruzione Coopcostruttori, poi fallì e i lavori rimasero fermi per anni fino al dissequestro e alla conclusione nei primi anni 2000.