Redazione
19 maggio 2026 11:17
Le caserme dei vigili del fuoco sono sempre più spesso oggetto di furti. Oltre alla sicurezza di chi opera nelle caserme, “è a rischio anche la stessa capacità operativa delle squadre del corpo, a cominciare dagli interventi sugli incidenti stradali, la cui tempestività è spesso decisiva per salvare vite”.È il senso dell’allarme lanciato dal segretario generale della Fns-Cisl della Toscana, Massimiliano Del Sordo, in una lettera inviata ai dieci prefetti della regione e per conoscenza al direttore regionale dei vigili del fuoco, con cui viene denuncia “una situazione di estrema difficoltà in diversi territori della Toscana” e si chiede un “intervento urgente per fronteggiare il fenomeno”.“I nostri distaccamenti – scrive Del Sordo - sono sempre più frequentemente oggetto di furti con effrazione, viene rubato materiale di caricamento presente nei mezzi di soccorso. Riteniamo che tale materiale sottratto alle sedi, quasi esclusivamente divaricatori a batteria, possa essere utilizzato per fini delinquenziali”.I divaricatori sono fondamentali in particolare per liberare gli automobilisti che restano intrappolati nei loro mezzi a seguito di un incidente stradale, ma è evidente che possono essere utilizzati da chi compie furti per forzare porte, cancelli, saracinesche.I furti, scrive il segretario Fns-Cisl Toscana, fanno sì che i mezzi operativi divengano “parzialmente non idonei al servizio di soccorso, infatti alcune tipologie di intervento risultano non fattibili. È il caso degli incidenti stradali nel momento che manca il divaricatore, con conseguenze nei ritardi di tempo che potete ben immaginare”.L’altra criticità è quella della sicurezza di chi lavora nelle sedi, sprovviste “di qualsiasi tipologia anti-intrusione e antifurti di vario genere”, il che “crea rischio non solo per le attrezzature, ma anche per il personale in servizio”.Del Sordo segnala ai prefetti che la Fns-Cisl Toscana “ha denunciato tali problematiche all’amministrazione dei Vigili del Fuoco in ambito regionale più volte”, ma che “dopo circa tre anni che segnaliamo questa criticità, ci sembra che poco o nulla sia stato messo in campo per contrastare tale fenomeno”. E conclude esprimendo “speranza” in un “risolutivo intervento” da parte degli stessi prefetti.








