Presidio questa mattina a Napoli, in piazza Plebiscito, davanti alla sede della Prefettura, in occasione dello sciopero dei lavoratori precari della Giustizia.
La mobilitazione, proclamata dalla Funzione Pubblica Cgil, ha interessato i 12mila tra operatori data entry, funzionari tecnici, funzionari addetti all'ufficio per il processo che, a partire da febbraio 2022, sono stati assunti a tempo determinato grazie ai fondi del Pnrr e che il 30 giugno 2026 vedranno scadere i propri contratti individuali. "La vertenza - ha affermato Rosanna Ferreri, segretaria Fp Cgil Napoli e Campania Comparto Funzioni centrali - interessa nella nostra regione oltre 2000 lavoratori, per la maggior parte assunti tre anni fa con un contratto biennale che è stato rinnovato per un anno. Non abbiamo prospettive per il futuro. I fondi che hanno coperto anche l'ultima proroga fino a giugno 2026 sono quelli del Pnrr.
Siamo a settembre 2025 e non sappiamo che fine faranno questi lavoratori che hanno tanta professionalità, lavorano fianco a fianco con i magistrati, sono di supporto effettivo all'ufficio per il processo e sono indispensabili ormai nella vita e nella gestione del dell'attività della Giustizia". L'arrivo di questi nuovi lavoratori, ricorda la Funzione Pubblica Cgil, ha portato ad una significativa riduzione dei tempi della giustizia. Ad oggi ci sono risorse per soli 3mila posti e un impegno a finanziarne altri 3mila: c'è il rischio concreto di lasciare a casa 9mila lavoratori.






