Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
15 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:34
La Fp Cgil ha indetto per martedì 16 settembre uno sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori precari del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria assunti con i fondi del Pnrr. Si tratta 12mila persone, tra operatrici e operatori degli uffici per il processo, addetti ai data entry e funzionari tecnici. Dopo anni di lavoro a rincorrere gli obiettivi del Pnrr, rischiano di perdere il posto alla scadenza dei contratti, il 30 giugno 2026. Al momento solo tremila hanno la garanzia di una stabilizzazione; altri tremila attendono le risorse promesse nella prossima legge di bilancio, ma dal ministero della Giustizia non arriva ancora alcuna indicazione sui tempi e sulle modalità di selezione. E fin d’ora non sembrano esserci speranze per gli altri seimila, senza dimenticare i tanti che l’assenza di prospettive ha già costretto a guardare altrove, magari in altri comparti della pubblica amministrazione, come raccontano al Fatto alcuni lavoratori.
Il loro contributo è stato riconosciuto come fondamentale per l’ammodernamento del sistema giudiziario, inclusa la riduzione dell’arretrato e l’innovazione digitale. E l’intenzione del governo di stabilizzare solo una parte del personale è considerata un duro colpo per l’intero sistema giustizia, già segnato da croniche carenze di personale, come ricorda il sindacato e da sempre denuncia l’Associazione nazionale magistrati (Anm) che solidarizza coi precari in sciopero. La protesta di martedì 16 segue la precedente mobilitazione di fine giugno, indetta anche da Uilpa e Usb con lo slogan “Abbattiamo l’arretrato, come premio il precariato”. Anche in quell’occasione, a un anno dalla scadenza dei contratti, i precari denunciavano l’assenza di certezze che aveva già portato molti funzionari ad abbandonare gli uffici giudiziari in cerca di stabilità.









