Gli inquirenti analizzeranno pc e telefoni dei familiari per capire se le due vittime, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, avessero cercato online informazioni sulla ricina e sui suoi effetti.
Antonella di Ielsi e Gianni Di Vita con le due figlie
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La Questura di Campobasso si prepara ad avviare gli accertamenti tecnici irripetibili su dispositivi elettronici sequestrati in casa di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia rispettivamente di 55 e 15 anni morte per sospetto avvelenamento da ricina.
Da tempo al centro dell'attenzione degli inquirenti ci sono alcuni messaggi pubblicati su un forum da un utente anonimo in cui vengono chieste informazioni sulla ricina: dagli effetti alla possibilità che la sua presenza possa essere scoperta durante il pasto. Domande giustificate dall'utente con lo svolgimento di ricerche per la stesura di un romanzo. Anche alla luce di queste informazioni, gli investigatori cercheranno nei telefoni e nel pc sequestrati dall'abitazione di Pietracatella, dati utili per accertare "rapporti, relazioni e legami correlabili alle navigazioni internet dirette a procurarsi ricina" da parte delle due vittime.











