Le stesse Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia morte avvelenate a Pietracatella, potrebbero aver fatto ricerche sul web sulla ricina. Gli investigatori sarebbero al lavoro per verificare questa ipotesi. È quanto emerge dalla convocazione dei legali delle parti offese e degli indagati in Questura a Campobasso, quando saranno estratti i dati da telefoni, modem, pc e tablet prelevati nei giorni scorsi dalla casa della famiglia.

La verifica sulle ricerche sulla ricina

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La verifica sulle ricerche sulla ricinaIl 22 maggio saranno effettuati nuovi accertamenti tecnici non ripetibili, per il caso di Pietracatella, su sette dispositivi elettronici, tra telefoni e computer, prelevati nella casa della famiglia Di Vita. Gli esperti informatici dell’Anticrimine dovranno estrarre i dati e la Sezione criminalità organizzata della Polizia (Sco) avrà poi 60 giorni di tempo per consegnare il lavoro.Si indaga contro ignoti e la Sco ha chiarito che l’obiettivo è l’estrapolazione “da ciascun apparato sequestrato (telefonini, computer, tablet, modem) di dati utili per accertare rapporti, relazioni e legami correlabili alle navigazioni internet dirette a procurarsi ricina da parte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi”.ANSALa Procura, nel dettaglio, avrebbe chiesto di estrapolare anche eventuali chat intrattenute tra mamma e figlia, inerenti la patologia da ricina. È stata anche chiesta la verifica di tutti i dati relativi ai rapporti con familiari, parenti e amici, da identificare, per accertare fatti e circostanze idonee a ricostruire le abitudini di vita e i rapporti interpersonali delle vittime.Infine, i dati relativi alla presenza di documenti, note, pagine di diario, missive inerenti eventuali patologie sofferte dalle vittime e non conosciute.In sintesi, nei telefoni e nei computer di Antonella e Sara si verificherà se ci sono ricerche su come procurarsi la ricina; chat sulla patologia da ricina e cure; i rapporti con familiari, parenti e amici; note su cosa hanno mangiato; eventuali patologie non note delle vittime; foto, vocali, email e social; spostamenti e posizione dei telefoni; chi si è collegato al wifi di casa.