Nuovi accertamenti tecnici per il caso di Pietracatella – dov’è avvenuto il duplice omicidio di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi morte dopo un presunto avvelenamento da ricina: i dati saranno estratti da sette dispostivi elettronici prelevati nella case della famiglia Di Vita lo scorso 4 maggio allo scopo di ricostruire le abitudini di vita e i rapporti interpersonali delle vittime. Gli accertamenti non ripetibili saranno eseguiti dagli esperti informatici dell’Anticrimine che analizzeranno due iPhone, due modem, un tablet, un pc portatile e due Samsung e Redmi. Alle operazioni potranno partecipare gli indagati e le parti offese con i loro legali e consulenti mentre lo Sco – Servizio Centrale Operativo – della Polizia avrà poi 60 giorni di tempo per consegnare il lavoro.

Con questa operazione gli investigatori vogliono capire se a cercare in rete notizie sulla ricina siano state le stesse donne poi morte avvelenate. Nello specifico la procura ha chiesto di estrapolare da ciascun apparato sia i dati utili per accertare “rapporti, relazioni e legami correlabili alle navigazioni internet dirette a procurarsi ricina da parte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi”, sia le chat intrattenute tra mamma e figlia sulla patologia affrontata in casa e in ospedale tra il 25 e il 28 dicembre.