Tra proverbi cinesi e balletti russi, tra un tè dell'amicizia e discorsi indignati sull'ordine mondiale che precipita nella legge della giungla, tra un’anatra alla pechinese e un mix di antipasti Zakuski, l’incontro tra Xi Jinping e Vladimir Putin a Pechino è stato un capolavoro di scenografia volto a sottolineare la profondità dei rapporti tra Cina e Russia. Un concentrato di messaggi mirati – a Donald Trump, a Taiwan, al Giappone, all’Ucraina, ai Paesi europei – tutti uniti da un comune denominatore: la sintonia geopolitica tra Pechino e Mosca continua a essere totale, una specie di rinnovo dell’assicurazione sulla vita.