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Davide Frattini
Pur di formare la coalizione ancora al potere dalla fine del 2022, il premier Netanyahu l'ha tolto dall'irrilevanza politica, lo ha portato al governo e gli ha dato il ruolo di ministro per la Sicurezza Nazionale
GERUSALEMME – Sbracciante e sbraitante già a 19 anni, quando gli israeliani sono stati costretti a notarlo per la prima volta. Da seguace del rabbino razzista Meir Kahane si era presentato in televisione brandendo il logo di metallo della Cadillac governativa: «Abbiamo beccato la sua auto e presto beccheremo lui». Era l’autunno del 1995. Poche settimane dopo Yigal Amir, un altro ultranazionalista, beccò Yitzhak Rabin con due proiettili prima ancora che su quell’auto potesse salire, un attentato che uccise anche il processo di pace voluto dal primo ministro laburista.
Il giovane Ben-Gvir malediceva allora l’accordo con i palestinesi e adesso che l’intesa risulta irrilevante propugna l’annessione della Cisgiordania, invoca il ritorno a Gaza: vuole rioccupare la Striscia e ricostruire le colonie evacuate da Ariel Sharon nel 2005.











