Roma, 20 maggio 2026 - L’odio per i palestinesi non ha mai abbandonato Itamar Ben-Gvir, oggi ministro per la Sicurezza Nazionale israeliano nel sesto governo Netanyahu e leader di estrema destra. Nato in un sobborgo di Gerusalemme, Mevaseret Zion, da immigrati ebrei iracheni atei, si avvicinò all’estremismo sionista durante la prima intifada. Famoso l’aneddoto che lo vuole girare con la pistola già a 14 anni, con una grande facilità ad estrarla.
I primi passi nei movimenti giovanili dell’estrema destra
Prima aderì al movimento giovanile del partito di estrema destra Moledet che voleva il trasferimento degli arabi fuori da Israele, ma considerandolo poco incisivo passò a movimenti ancora più radicali come Katch e Kahane Chai, accusato di essere un’organizzazione terroristica e bandito da Israele.
In prigione già a 14 anni
In quel periodo, ha raccontato lo stesso Ben Gvir, era coordinatore dei giovani del Khach e finì anche in prigione all’età di soli 14 anni. E tutto questo estremismo di destra fu anche il motivo perché non venne arruolato nell’esercito israeliano ai suoi 18 anni come i suoi coetanei. Nel 2007 fu condannato per istigazione al razzismo, una delle poche volte su 53 incriminazioni ricevute negli anni e quasi tutte respinte dai tribunali, si vantò durante un’intervista del 2015. Quando fondò il suo partito Otzma Yehudit, promise un cambiamento rispetto agli estremismi di Kach e Kahane Chai, ma dalle attività del movimento scaturirono dozzine di incriminazioni.










