In Italia tra le 8 mila e le 10 mila persone convivono con l'Hiv senza esserne consapevoli: un sommerso che ostacola la lotta per l'azzeramento delle nuove infezioni. Chi ignora di essere positivo può infatti trasmettere inconsapevolmente il virus, mentre questo non accade nelle persone con Hiv che seguono una terapia antiretrovirale efficace. Questi farmaci, che bloccano la replicazione del virus, compiono quarant'anni e sono tra i temi al centro della 18/ma edizione di Icar (Italian Conference on Aids and Antiviral Research), il principale congresso scientifico italiano dedicato al tema, che si tiene a Catania dal 20 al 22 maggio.
Le nuove diagnosi restano stabili: secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, nel 2024 sono state riportate 2.379 nuove infezioni, pari a 4 casi per 100.000 abitanti. In Italia vivono 150.000 persone con infezione da Hiv ed è in crescita la quota di diagnosi tardive, talvolta già in fase di Aids. "I dati - evidenzia Cristina Mussini, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) - mostrano che si è abbassata la percezione del rischio da parte della popolazione: se ne parla poco e non fa più paura. Ma è importante mantenere l'attenzione alta e facilitare l'accesso al test".












