Roma, 20 mag. (askanews) – Lo stress legato a studio e lavoro, l’ombra del sovraccarico digitale e la costante sensazione di essere “fuori asse” a livello mentale. Quando si chiede ai cittadini cosa li mandi maggiormente in crisi, il 46,6% punta il dito senza esitazione contro lo stress professionale o accademico. Subito dopo, a destabilizzare le giornate, c’è il “digital overload” (27,4%). È il sentiment che emerge da un sondaggio esplorativo, lanciato attraverso i Social dall’Università di Udine, che in pochi giorni ha raccolto le risposte di 625 italiani, dai 18 ai 60 anni. Una fotografia nitida che intercetta un bisogno collettivo profondo e reale: la ricerca di un baricentro in un’epoca di continue sollecitazioni.

L’equilibrio non è uno stato statico, ma il risultato di una conquista quotidiana e faticosa, costantemente messo sotto pressione. Questo non vale solo per l’uomo, ma per tutto ciò che lo circonda: “Sempre più ci rendiamo conto dell’importanza dell’equilibrio per la salute delle persone, delle società, del pianeta”, spiega la giornalista e divulgatrice Barbara Gallavotti, nella sua veste di direttrice scientifica del Festival Collega-menti che si svolgerà a Udine, Gemona, Pordenone e Gorizia dal 2 al 4 ottobre prossimi.