Chanel Totti: "La gente aveva tanti pregiudizi su di me. Oggi spero abbia cambiato idea"
Sessant'anni di dati lo dimostrano: non sapere con precisione qual è il proprio compito in ufficio stressa e riduce la produttività più del carico di lavoro eccessivo
Lo stress lavorativo può avere molte fonti: mobbing, insoddisfazione professionale, carico di lavoro eccessivo. La causa più comune però è un’altra, almeno stando a un’ampia analisi appena pubblicata sul Journal of Vocational Behavior: 500 ricerche condotte nell’arco di oltre 60 anni parlano chiaro, il vero pericolo è non avere chiare le proprie responsabilità, le aspettative dei superiori o i criteri con cui si viene valutati. Un problema fin troppo comune, a quanto pare, che riguarda trasversalmente aziende di diverse dimensioni e settori produttivi.
Lo studio ha preso in esame tre specifiche cause di stress sul posto di lavoro. La prima è proprio l’ambiguità, ovvero l'incertezza cronica su quali siano i compiti richiesti o su come soddisfare le aspettative aziendali. Il secondo è invece il conflitto di ruolo, che si verifica quando un dipendente deve gestire richieste contraddittorie che non possono essere soddisfatte contemporaneamente. Il terzo, infine, il sovraccarico, la condizione in cui la mole di lavoro accumulata eccede le capacità e il tempo a disposizione per portarla a termine. Gli autori dell’analisi hanno preso in considerazione 60 anni di ricerche, per un totale di oltre 80mila partecipanti, arrivando a una conclusione netta: anche se l’eccesso di lavoro può sembrare il problema peggiore, in realtà è l’incertezza il vero nemico dei lavoratori.








