Sette italiani su 10 dichiarano di averla provata almeno una volta, ecco 5 strategie per superarla

Sentirsi inadeguati rispetto al proprio ruolo, mettere in dubbio le proprie competenze o non riuscire a riconoscere il valore dei risultati raggiunti: sono alcune delle manifestazioni più comuni della sindrome dell’impostore, una sensazione che molti professionisti sperimentano nel corso della propria carriera e che spesso non riflette una reale mancanza di capacità, ma una percezione distorta del proprio valore. Lo mette in luce una rilevazione di Hays, leader globale nella selezione e nelle soluzioni HR, realizzata in collaborazione con Serenis, piattaforma digitale per il benessere mentale e centro medico autorizzato, secondo cui 7 italiani su 10 dichiarano di averla provata almeno una volta e oltre il 30% afferma di sperimentarla spesso.

Cosa scatena la sindrome

Tra le situazioni che possono far emergere con maggiore forza questa sensazione, al primo posto c’è l’inizio di un nuovo ruolo, indicato da quasi 4 italiani su 10: un momento che può portare a mettere in discussione le proprie capacità e il proprio valore professionale. Anche il confronto con i colleghi può alimentare dubbi e insicurezze, come segnalano circa 3 italiani su 10. Segue il processo di selezione per una nuova posizione, indicato dal 18% dei rispondenti, mentre solo l’11% afferma di non conoscere il fenomeno.