Cos’è la sindrome dell’impostore che colpisce 7 italiani su 10? Ecco come riconoscerla e affrontarla
Un'indagine rivela quanto la percezione distorta del proprio valore professionale influenzi la carriera dei lavoratori e il ruolo fondamentale delle aziende nel supportare il benessere mentale
venerdì 15 maggio 2026
Sentirsi inadeguati rispetto al proprio ruolo, mettere in dubbio le proprie competenze o non riuscire a riconoscere il valore dei risultati raggiunti: sono queste le principali manifestazioni della sindrome dell’impostore. Si tratta di una sensazione che molti professionisti sperimentano nel corso della propria carriera e che, come afferma Alessio Campi, people & culture director di Hays Italia: «non dipende necessariamente da una reale mancanza di competenze, ma spesso da una percezione distorta del proprio valore professionale». Secondo una rilevazione di Hays, realizzata in collaborazione con la piattaforma Serenis, ben 7 italiani su 10 dichiarano di averla provata almeno una volta, mentre oltre il 30% afferma di sperimentarla spesso. Tra le situazioni critiche spicca l’inizio di un nuovo incarico, indicato da quasi 4 intervistati su 10, seguito dal confronto con i colleghi (30%) e dai processi di selezione (18%).









