Gli italiani sul lavoro stanno sempre peggio: se nel 2023 a evidenziare un livello di malessere psicologico crescente era il 49,4% dei dipendenti (praticamente uno su due), oggi l’incidenza ha toccato quota 61%. Basterebbe questo per fare notizia, ma c’è un altro dato che – per quanto collegato – lascia ancora di più a bocca aperta: meno di uno su cinque – il 17% – presenta «un buon livello di benessere mentale e psicologico». Lo riferisce la seconda edizione del progetto di ricerca «Osservatorio sul benessere psicologico nelle aziende italiane», redatto dal centro medico online Serenis e dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova sulla base delle risposte fornite da un campione di oltre 1.200 occupati nostrani di età compresa tra 18 e oltre 60 anni (per il 77,6% donne e per l’81% in possesso almeno di una laurea triennale).
«Meno di un lavoratore su cinque, in Italia, ha un buon livello di benessere psicologico»: il report
È un quadro (molto) negativo quello emerso dal secondo «Osservatorio sul benessere psicologico nelle aziende italiane» di Serenis e dell’Università di Padova. Tra le possibili soluzioni settimana corta e flessibilità totale







