La sinistra del nessuno è pazzo, dall'antipsichiatria, di Franco Basaglia, della chiusura dei manicomi e di Psichiatria Democratica adesso usa la pazzia di El Koudri come un paralume per schermare i fallimenti dell'integrazione

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Sono tutti pazzi o nessuno è veramente pazzo? La follia è una malattia o la risposta a un mondo che ha perso il senno? Chi ha il diritto di determinare dove finisce il territorio della normalità? Ogni epoca storica, in proposito, ha espresso un suo giudizio e un suo giudice: il re, la ragione, la scienza, lo stato, la politica, l'ideologia. Ma il quesito, da Ippocrate fino a Ronald Laing, passando per Erasmo da Rotterdam, non è mai stato sciolto. E, probabilmente, mai lo sarà. Questo il nodo filosofico, tagliato con l'accetta delle estreme semplificazioni. Poi la cronaca dei nostri giorni. Folli. E il cortocircuito. Salim El Koudri, l'uomo che ha tentato di fare una strage la scorsa domenica, è pazzo? La risposta più normale è che chiunque cerchi di ammazzare qualcuno, normale non lo è. Verissimo, ma la follia non può essere una scusa per sospendere il giudizio su un caso, come quello di El Koudri, che ha anche una tridimensionalità politica e sociale. E qui arriva il cortocircuito. La sinistra del nessuno è pazzo, dall'antipsichiatria, di Franco Basaglia, della chiusura dei manicomi e di Psichiatria Democratica adesso usa la pazzia di El Koudri come un paralume per schermare i fallimenti dell'integrazione e delle politiche migratorie progressiste. Ma anche come una clava per colpire il governo, accusandolo di tagli (che non ci sono stati). Quella galassia culturale e politica che dagli anni Settanta predica il lassismo estremo nei confronti dei malati psichiatrici, anche pericolosi, adesso rinfaccia all'esecutivo di non essere stato abbastanza rigido. In sostanza di essere stato troppo di sinistra. Dal "nessuno è pazzo" a "è pazzo chi fa comodo".