PADOVA - Torna a difendersi il Barbarigo, l'istituto dove Francesco Saviane ha insegnato fino al 2023. Nessuno degli episodi è avvenuto nella scuola, ma alcune delle vittime lo frequentavano ed è lì dentro che il 37enne ha iniziato a seminare il sospetto. Ed è uno studente del Barbarigo a raccontare tutto ad un professore (sempre dell'istituto), che poi ha denunciato in questura. In più, in questi giorni sono arrivate altre testimonianze di ex studenti, che hanno raccontato come Saviane avesse atteggiamenti volgari e sempre in qualche modo legati al sesso-pensiero.

La nota L'istituto paritario ieri ha emesso una nota congiunta firmata dalla dirigente scolastica Maria Pia Vallo e da Giovanni Ponchio, presidente della Fondazione Girolamo Bortignon: «L'obiettivo è cristallizzare la cronologia dei fatti per precisare alcuni elementi» e respingere il rischio di generalizzazioni che possano travolgere l'intera comunità educante. Le carte della scuola dicono che l'allarme attorno all'ex docente di religione sia scattato tre anni fa. «Nel giugno del 2023, l'allora preside Giovanni Ponchio ha raccolto le prime, pesanti segnalazioni da parte di ragazzi e ragazze - sostengono lo stesso Ponchio e la preside Vallo -. Raccolse alcune segnalazioni da parte di studenti e studentesse riguardanti comportamenti e linguaggi ritenuti non consoni al contesto educativo scolastico» . La reazione del vertice scolastico sarebbe stata immediata, trattandosi di un docente incaricato annualmente per l'insegnamento della religione cattolica: «La situazione venne immediatamente portata all'attenzione delle autorità ecclesiastiche competenti» precisano dal Barbarigo. I ponti sono stati tagliati di netto pochi mesi dopo, alla scadenza naturale del contratto: «Con il termine dell'anno scolastico e, comunque, a decorrere dal 1° settembre 2023, si è interrotta ogni forma di collaborazione e di rapporto con il sig. Saviane». L'istituto rivendica quindi la trasparenza del proprio operato. I vertici dichiarano che, «per quanto di propria competenza, l'Istituto Barbarigo si è attivato con tempestività, responsabilità e senso istituzionale, ponendo al centro la tutela degli studenti e delle studentesse e il rispetto della comunità scolastica». Non risultano, tuttavia, denunce fatte in questura. C'è poi forte apprensione per le ricostruzioni: «Stanno tuttavia circolando commenti e descrizioni che rischiano di generare confusione e di coinvolgere impropriamente persone, famiglie, studenti e professionisti che quotidianamente operano con serietà e dedizione all'interno della scuola. Chiediamo rispetto per il lavoro educativo svolto ogni giorno dalla nostra comunità scolastica, per le famiglie che continuano ad affidare con fiducia i propri figli al nostro Istituto e per tutti i docenti e collaboratori che operano con professionalità, equilibrio e responsabilità. Restiamo a disposizione delle autorità competenti per ogni eventuale approfondimento, confidando che ogni valutazione possa avvenire nel rispetto della verità dei fatti, delle persone coinvolte e della serenità della comunità educante».