Attività extra per i bambini fino al 14 settembre. Un progetto sperimentale, finanziato per il primo anno con 3 milioni di euro di risorse regionali, che si rivolge a una platea potenziale di 100 mila bambini della scuola primaria. “L'obiettivo è coprire il periodo più critico per molte famiglie anche in termini economici" spiega il presidente della regione Michele de Pascale
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Da quest'anno in Emilia-Romagna la scuola, per venire incontro alle esigenze delle famiglie, "aprirà" in anticipo, proponendo delle attività extrascolastiche dal 31 agosto fino al 14 settembre ai bambini dai 6 agli 11 anni. Lo hanno annunciato il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessora alla scuola, Isabella Conti, sottolineando che l'iniziativa chiude definitivamente il discorso sulla modifica del calendario scolastico. Un'ipotesi accantonata perché intervenire sui giorni di lezione obbligatori "avrebbe scontentato", dice Conti, "una parte sia di genitori sia del mondo della scuola: dopo esserci interrogati per oltre un anno abbiamo deciso di inventare una nuova soluzione".
Progetto sperimentale che dal 2027 sarà stabile
Il progetto sperimentale, finanziato per il primo anno con 3 milioni di euro di risorse regionali, si rivolge a una platea potenziale di 100 mila bambini della scuola primaria. L'obiettivo è coprire "il periodo più critico per molte famiglie anche in termini economici" spiega de Pascale. La sperimentazione partirà in 42 comuni del territorio (tra cui tutti i capoluoghi e diverse unioni montane e interne) per poi essere inserita nella nuova legge regionale, con l'obiettivo di estendere la misura a tutti i comuni della regione il prossimo anno. Per rendere il progetto strutturale, l'investimento stimato è di circa 10 milioni di euro all'anno.











