Erano troppo esperti per morire così. Spunta una nuova ipotesi sulla morte dei cinque sub italiani inghiottiti da una grotta nelle profondità delle acque maldiviane. Secondo il presidente della Società italiana di medicina subacquea e iperbarica, Alfonso Bolognini, sarebbero stati risucchiati da un effetto Venturi. Intanto il team di subspeleologi finlandesi ha recuperato tutti i corpi rimasti intrappolati a 50 metri di profondità, portando in superficie anche le telecamere GoPro. I dispositivi potrebbero dare elementi chiave per chiarire gli ultimi momenti, compreso l’eventuale risucchio.

Per Bolognini si trattava di sub troppo capaci per improvvisare un’immersione del genere senza l’adeguata preparazione: solo la professoressa Monica Montefalcone aveva all’attivo oltre 5mila immersioni. Secondo l’esperto, i cinque stavano facendo un sopralluogo visivo per una futura esplorazione quando sarebbero stati risucchiati all’interno della cavità da una fortissima corrente.

L’effetto Venturi avviene quando un liquido, in questo caso l’acqua, scorre all’interno di un corridoio, come quello delle grotte maldiviane, fino a che non incontra un punto in cui il percorso si stringe: in questo modo la velocità aumenta e quindi la pressione diminuisce, provocando un effetto risucchio. Se questa ipotesi venisse verificata, spiegherebbe come quattro dei cinque sub italiani siano stati ritrovati nel terzo ambiente delle grotte, il più profondo. L’unico a trovarsi quasi all’esterno era Gianluca Benedetti, il primo ad essere recuperato con le bombole completamente scariche.