La tragedia subacquea nelle acque dell'atollo di Vaavu, alle Maldive, continua a sollevare interrogativi. Come è possibile che un gruppo di cinque subacquei professionisti, guidati da persone esperte sia rimasto intrappolato senza via d'uscita fino all'esaurimento dell'aria nelle bombole?Mentre il team internazionale di speleosub della Dan Europe e della Guardia Costiera maldiviana completa le drammatiche operazioni di recupero dei corpi a circa 60 metri di profondità, gli inquirenti analizzano i computer subacquei e le videocamere GoPro ritrovate sul sito. Nel frattempo, la comunità scientifica avanza un'ipotesi tecnica estremamente concreta: i sub potrebbero essere stati vittima del cosiddetto "Effetto Venturi". A parlarne apertamente è il dottor Alfonso Bolognini, presidente della Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica (Simsi), che descrive uno scenario in cui l'esperienza e la prudenza dei sub nulla hanno potuto contro le leggi della fisica dei fluidi. Che cos'è l'Effetto Venturi: il "paradosso idrodinamico"L’effetto prende il nome dal fisico emiliano Giovanni Battista Venturi, che lo teorizzò a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento. In fisica, l'effetto Venturi (o paradosso idrodinamico) stabilisce un principio fondamentale: quando un fluido (liquido o gas) scorre all'interno di un condotto e incontra un restringimento, la sua velocità aumenta e, di conseguenza, la sua pressione diminuisce.L'intuizione comune ci porterebbe a pensare che in una strozzatura la pressione aumenti (come quando si schiaccia l'estremità di un tubo da giardino). In realtà, per la legge della portata, il fluido deve accelerare per far passare la stessa quantità di massa nello stesso tempo. Questa vertiginosa accelerazione genera una zona di forte depressione: una vera e propria forza di aspirazione o "risucchio". Questo principio viene sfruttato quotidianamente in ingegneria (nei carburatori delle auto, nei nebulizzatori di profumo o nei sistemi antincendio), ma quando si manifesta in natura in contesti confinati, può trasformarsi in una trappola mortale.La trappola millenaria: come si applica alla grotta delle MaldiveIl sito dell'incidente presenta una conformazione geologica ben precisa, nota come la "grotta degli squali" (nei pressi del canale di Thinwana Kandu, ad Alimathà). Lo schema del sito descrive una struttura complessa formata da tre camere interne collegate in successione, caratterizzata da un'apertura d'entrata e una di uscita posizionate lungo una parete soggetta a forti correnti oceaniche di marea.Secondo la ricostruzione ipotizzata da Bolognini, i cinque sub italiani non avevano intenzione di addentrarsi subito nelle profondità dei cunicoli. Molto probabilmente stavano effettuando un sopralluogo puramente visivo ed osservazionale dall'esterno, in vista di una futura esplorazione pianificata nei minimi dettagli.Proprio in quel momento, il flusso di corrente marina che batteva la parete dell'atollo deve aver incanalato una massiccia quantità d'acqua verso l'ingresso della grotta. Nel momento in cui l'acqua ha attraversato l'imboccatura stretta del primo cunicolo, la velocità del flusso è aumentata in modo esponenziale, abbattendo la pressione interna e generando un formidabile e istantaneo effetto risucchio. Dinamica dell'incidente: risucchiati al buioGli esperti spiegano che la forza generata dall'Effetto Venturi a quella profondità (circa 50-60 metri, dove la pressione ambientale è già di 6 atmosfere) può essere talmente violenta da vincere la resistenza idrodinamica di un nuotatore, anche se dotato di pinne professionali.Gli scenari ipotizzati sono due:Il risucchio collettivo: L'intera colonna d'acqua ha risucchiato simultaneamente i cinque sub all'interno del tunnel.Il tentativo di soccorso: La corrente ha aspirato inizialmente solo uno o due membri del gruppo. Gli altri, nel tentativo disperato di agganciare e soccorrere i compagni, si sono avvicinati troppo alla strozzatura, venendo a loro volta tirati dentro dall'invisibile "aspirapolvere" idrodinamico.Una volta trascinati all'interno della grotta, nel secondo e terzo ambiente profondo, i sub si sono trovati immersi nel buio totale e nel peggiore incubo di ogni speleosub: il "silt-out". Il violento passaggio della corrente e i movimenti frenetici dei sub hanno sollevato istantaneamente il finissimo sedimento depositato sul fondo della grotta. La visibilità si è azzerata in pochi secondi.Disorientati, intrappolati in passaggi stretti e cunicoli remoti a oltre 50 metri di profondità, e impossibilitati a nuotare contro la corrente retrostante, i cinque sub hanno cercato disperatamente una via d'uscita alternativa. Una lotta contro il tempo e contro il consumo d'ossigeno, terminata drammaticamente con l'esaurimento dell'aria nelle bombole.Le indagini della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo come da prassi, e i rilievi tecnici della Dan Europe cercheranno ora nei dati dei computer subacquei la conferma definitiva. Maldive, le operazioni di recupero dei corpi dei 4 sub italiani (Reuters)