“Buonasera avvocato sono la sorella dell’uomo che si è lanciato con l’auto in corsa sulla folla in via Emilia”, ha detto la ragazza al telefono due giorni dopo la strage. La giovane è due anni più grande del fratello, è sposata, ha una bambina e vive in un piccolo Comune del Bolognese. Riconoscere il fratello in quei video le suscita un senso di negazione: “Guardo tutto ciò e mi dico: non può essere mio fratello. Non riconosco il fratello con il quale sono cresciuta per 31 anni”.
Prima di avere una vita propria, la ragazza ha vissuto con il fratello prima a Seriate e poi a Ravarino: il suo racconto è quello di una famiglia perbene, con un fratello “sempre ligio alle regole, inquadrato, studioso, secchione. Se a scuola io facevo il possibile, lui è sempre stato il primo della classe”. Poi l’università e la laurea, dopo la quale c’è stata una rottura: Salim “stava sempre isolato, frequentava pochi amici. Ma in famiglia pensavamo che fosse tutto legato alle difficoltà di trovare un lavoro adeguato al suo percorso di studi”.
Uno dei campanelli d’allarme che è scattato alla sorella è stato un post su Instagram pubblicato dal fratello esplicitamente contro Chiara Ferragni: “Mi è parso un post palesemente misogino. Gli ho detto: “Ma come ti vengono certe cose in testa?” Dopo il mio rimprovero lui lo aveva rimosso”. Il tema della misoginia ha toccato le corde della ragazza che si è definita una femminista ed è stupita da tutte le polemiche sulle sue origini: “Io e Salim siamo nati in Italia e abbiamo sempre vissuto in Italia. Per me il Marocco è il posto dove vive mio nonno e dove fare le vacanze. Per la verità da qualche anno non ci andiamo più, neanche in vacanza. o non porto il velo, vesto come veste qualunque donna italiana, parlo male l’arabo e benissimo l’italiano. Io sono italiana, anzi io sono modenese”.











