Per decenni abbiamo immaginato che un giorno la tecnologia sarebbe stata incorporata nell’essere umano. Non solo indossata o usata come strumento di impiego quotidiano, ma integrata nei nervi, nei muscoli e nel cervello stesso. Nel 1972 l’autore e regista Michael Crichton pubblicava The Terminal Man, un romanzo incentrato su un intervento chirurgico sperimentale: l’impianto di elettrodi nel cervello di un uomo affetto da crisi epilettiche con l’obiettivo di controllare le sue reazioni violente.
Il fascino delle menti bioniche
Arrivano interfacce cervello-computer per restituire sensibilità e mobilità perdute, ma anche per potenziare le normali facoltà umane. Col rischio che divengan…







