16 Maggio 2026 – Lettura: 5 minuti
Il balletto tra Lega di Serie A, Federtennis, prefettura di Roma, Tar del Lazio e avvocatura dello Stato sul derby capitolino ci ricorda la nostra vocazione per il ridicolo. Una figura di melma che si è inghiottita la già scarsa credibilità italica.
Il Foro Italico non è un luogo: è una metafora. Di una città capitale, di un Paese, di un popolo intero con la sua anima guitta ch’è peso netto anziché tara. Il Foro Italico siamo noi. Per questo dovremmo guardare con serietà a tutto ciò che in questi giorni si è mosso intorno all’epicentro di un pasticciaccio brutto. Perché la vicenda parla di noi: della povera cosa che siamo diventati come Stato. Ma soprattutto perché siamo al cospetto di un vero “foro”: un buco ampio e profondo da cui è stata inghiottita la credibilità italica. Da qui in avanti, quando pronunciate “Foro Italico”, percepite la formula in questo senso.
Le frecce tricolori sopra il Foro Italico (foto Ansa).
Quei 30 minuti di scarto che hanno salvato la situazione















