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La bicicletta come passione di vita, come simbolo di riscatto, come strumento per stare bene con se stesso ma per fare qualcosa di buono anche per gli altri: per Simone Avataneo, pedalare è qualcosa di più. Grazie alla bici ha superato momenti bui: ha avuto un'infanzia segnata dal bullismo e ogni volta che saliva in sella, riusciva a mettere da parte ogni sentimento negativo. Ecco perché quando il suo spirito avventuriero lo ha portato a concepire di fare il giro del mondo, ha deciso di farlo dandogli anche una valenza sociale. È partito da ormai tre mesi: ha in mente un percorso che lo terrà lontano da casa almeno altri due anni, toccando diversi continenti, decine di Paesi diversi. A spingerlo è la voglia di scoprire se stesso, di conoscere nuovi posti, di avvicinarsi a nuove culture, ma è anche il desiderio di far circolare un messaggio d'amore. Il giro del mondo in bici di Simone è in nome di un mondo senza bullismo. Fanpage.it lo ha raggiunto telefonicamente nel giorno del suo 29esimo compleanno mentre era in Turchia, in direzione Georgia e ha raccontato la sua avventura.
Simone come nasce la tua passione per le bici, per il mondo del ciclismo? Io sono sempre stato appassionato di ciclismo fin da bambino, ho cominciato presto anche a fare molte gare in mountain bike, poi verso i 23 anni ho dato avvio alle mie avventure più improntate all'esperienza di viaggio. Sono sempre stato un ciclista a 360° insomma.










