La vita va vissuta sempre al massimo, andando alla ricerca della bellezza anche dove sembra nascondersi. A volte può apparire crudele, ma è proprio quando si scende verso il fondo del canyon che si sceglie di concentrarsi ancora di più su quanto di meraviglioso possa esserci attorno a noi. Magari allontanandosi dalle proprie comodità, inseguendo l’avventura e, soprattutto, superando i confini che ci circondano per scoprire ciò che esiste nei luoghi più remoti del globo. Il viaggio può diventare così il mezzo ideale per ampliare la propria conoscenza, ed Eleonora Delnevo lo sa bene.

L’alpinista bergamasca non si è mai lasciata intimorire dalle difficoltà, costruendo nel tempo un legame indissolubile con la montagna, tra rocce, canali, creste e cascate di ghiaccio. Tutto ciò che l’alta quota può offrire. Tuttavia, nel 2015, proprio la montagna la tradisce: un incidente durante un’arrampicata le provoca una lesione alla spina dorsale e una conseguente paralisi alle gambe. Quell’episodio rappresenta uno spartiacque per l’alpinista dei Ragni di Lecco, spingendola a conoscere la bellezza della Terra attraverso il viaggio. Nascono così la scalata della Via Zodiac di El Capitan, nello Yosemite in California nel 2016, l’attraversamento in canoa del fiume Yukon in Canada nel 2018, la discesa nelle gole del Verdon in Francia lo scorso anno e il viaggio sulle strade sabbiose della Patagonia in handbike nel 2023. Proprio quest’ultima esperienza ha colpito profondamente Eleonora, che ha deciso di ripeterla, questa volta in Marocco. Attraversando le vette dell’Atlante ha scoperto un mondo nuovo e per certi versi contraddittorio, segnato da continui cambi di paesaggio.