NEVEGAL (BELLUNO) - La provincia di Belluno torna al centro del palcoscenico ciclistico. E si colora di rosa, tra memoria e prospettiva, fatica e racconto. Così, non sorprende che, in un weekend di fine aprile, a rompere il silenzio delle salite sia stata Elisa Longo Borghini. Non per una gara: non ancora. Ma per capire, ascoltare, misurare.
Un paio di giorni fa (sabato 25), il Nevegal, con lo scopo di testare la cronoscalata. Ieri (domenica 26), la Longarone-Comelico. Due giorni di ricognizione insieme al preparatore Paolo Slongo, facendo base alla Locanda di Ponte nelle Alpi e la calorosa e professionale accoglienza di Enrico De Bona. Una scelta lontana dai riflettori, come spesso accade quando si prepara qualcosa di unico.
Longo Borghini è una campionessa della Uae Team Adq che i numeri aiutano a raccontare, ma non riescono a definire l'esatta dimensione sportiva. Due Giri d'Italia, due Giri delle Fiandre, due Parigi-Roubaix, due bronzi olimpici a Rio de Janeiro e Tokyo sono il perimetro di una carriera straordinaria. Poi, però, la si incontra lungo la strada, mentre si ferma per una foto, scambia due chiacchiere, accenna un sorriso.
E si capisce, meglio di qualsiasi spiegazione o didascalia, che il ciclismo è anche questo: una prossimità, una disponibilità, una forma di rispetto e di condivisione verso chi, quella strada, la vive ogni giorno. E in fondo è proprio qui che la corsa rosa comincia davvero. Non il giorno della partenza ufficiale, ma quando qualcuno decide di provarne i confini.







