Non (solo) la gara, ma l’Italia che le scorre accanto. “Il Giro in Italia” racconta ogni giorno i luoghi, le storie e le curiosità dietro ogni tappa della 109esima Corsa rosa. Tra geografia e memoria, il Giro diventa il pretesto per raccontare i territori che attraversa. Qui tutte le altre puntate.

Viene dall’altra parte del mondo Jhonatan Narvaez, l’ecuadoriano che trova sui muri fermani la seconda vittoria in questo Giro d’Italia, la quarta per lui nella corsa rosa. Dietro non cambia praticamente niente, con il gruppo maglia rosa che trattiene il fiato in vista del secondo arrivo in salita, al Corno alle Scale, la montagna che rivelò un ragazzino pieno di talento che veniva da Castel de’ Britti, ai bordi di Bologna. Era Alberto Tomba, ed era un altro tempo e un altro sport.

Le Marche sono invece la terra di Michele Scarponi, che il Giro d’Italia lo vinse nel 2011 e che per il Giro si stava allenando la mattina in cui fu ucciso, il 22 aprile 2017, a pochi chilometri da casa, a Filottrano: un suo compaesano alla guida di un furgone svoltò a sinistra, e non vide Michele che scendeva in discesa sulla carreggiata opposta.

Michele Scarponi (FOTO ANSA)

Da quella tragica fine la famiglia Scarponi ha scelto di impegnarsi per la vita degli altri. E da otto anni la Fondazione creata nel nome di Michele porta avanti un progetto che entra nelle scuole italiane, dalle primarie fino alle superiori, per cambiare la cultura della strada.