Jhonatan Narvaez, 29 anni ecuadoriano, corridore della Uae vince in solitaria l'ottava tappa del Giro d'Italia, la Chieti-Fermo di 157 km, bissando il successo di Cosenza. Precede i norvegesi Andreas Leknessund e Martin Tjotta, della Uno-X. "Sapevamo che era una tappa adatta a me. L'abbiamo interpretata bene con i miei compagni di squadra. Penso che l'uomo del giorno sia Mikkel Bjerg. È un ragazzo che lavora tantissimo durante tutto l'anno, è stato decisivo. Nel finale, quando ero da solo, contavano soltanto le gambe". Aggiunge: “Il vento contrario ha reso tutto estremamente duro. Non abbiamo mai mollato, correndo con intelligenza. È una grande vittoria, dopo la mia caduta di gennaio e dopo che qui al Giro siamo rimasti soltanto in cinque corridori. C'è una bella atmosfera nella squadra e penso che vinceremo ancora delle tappe la prossima settimana", ha aggiunto. Solo scaramucce finali tra i big, con Jay Hindley e Jonas Vingegaard che guadagnano qualche metro sugli altri. La maglia rosa resta sulle spalle di Afonso Eulalio, 24 anni portoghese della Bahrain Victorious: “Devo ringraziare la squadra perché su questo terreno hanno sofferto tantissimo con l’obiettivo di provare a tenere la testa della classifica e ci siamo riusciti. Giorno per giorno proverò a tenere la Maglia Rosa, poi ci sarà il giorno di riposo e poi la cronometro e vedremo”. Secondo nella classifica generale Jonas Vingegaard a 3’15” dal leader; poi Felix Gall, terzo a 3’34”. La corsaÈ stata una tappa da muri, non da volata. Prima parte scorrevole lungo l’Adriatico, poi finale marchigiano pieno di saliscendi: Montefiore dell’Aso, Monterubbiano, Capodarco e soprattutto l’arrivo verso Fermo-Reputolo, con rampe fino al 22%. La corsa si è decisa quando davanti è rimasto un terzetto: Mikkel Bjerg, Jhonatan Narváez e Andreas Leknessund. La Uae aveva due uomini su tre, quindi ha potuto correre in superiorità: Bjerg ha lavorato e ha fatto da pedina tattica, mentre Narváez ha aspettato il tratto più duro. Sui muri finali l’ecuadoriano ha cambiato passo, ha staccato Leknessund e ha preso il largo. Decisivo il passaggio sul Muro di via Reputolo, dove Narváez ha portato il vantaggio a circa 20 secondi. Narváez ha vinto in solitaria. Ha usato il lavoro di squadra, ha selezionato la corsa sui muri e ha finito da solo. Sereno, Vingegaard, il grande favorito (in maglia azzurra): “Mi sono divertito, i miei compagni hanno lavorato benissimo, mi hanno tenuto sempre in sicurezza. Ci sono ancora tappe difficili. La tappa di domenica? Non ho fatto ricognizione ma l’ho vista sulla mappa”. Giulio Ciccone (Lidl Trek): “Avevo in testa di andare in fuga ma non mi hanno lasciato, non avevo margine in classifica, così ho provato a dare il massimo supporto a Derek (Gee-West)”. Domenica, la tappa emiliano-romagnola, la nona. Parte da Cervia per concludersi al Corno alle Scale (Bo), per un totale di 184 km di percorso e 2400 metri di dislivello.
Giro d’Italia, l’arrivo in solitaria di Narvaez: “Sui Muri contavano solo le gambe”
Il corridore della Uae si prende l’ottava tappa, la Chieti-Fermo (Marche). In Rosa sempre il portoghese Afonso Eulalio (Bahrain)










