Tre corridori di punta ritirati dopo la caduta nella seconda tappa, tre vittorie nelle successive sei. La Uae continua a mostrarsi cannibale come il suo assente campione, Tadej Pogacar, nonostante le difficoltà di questo inizio di Giro. Ed è ancora Jhonatan Narvaez, dopo il successo di Cosenza, a imporsi sul traguardo di Fermo, questa volta in solitaria, al termine di una fuga a lungo negata dal gruppo e soffertissima.
Jhonatan Narvaez
Gli uomini di classifica non si fanno male, anche se sul muro finale Jay Hindley scatta seguito da Jonas Vingegaard, mettendo in difficoltà il compagno di squadra Giulio Pellizzari, Felix Gall e gli altri big, che pagano poco (2 secondi) ma pagano, forse anche nel morale. Si corre fin dalla partenza di Chieti a velocità folle. Filippo Ganna e Alberto Bettiol scappano subito dal gruppo, ma dietro di loro nessuno riesce ad aggregarsi: troppi i corridori che cercano la fuga trainandosi dietro il resto del gruppo. Dopo quasi 50 km, a Roseto degli Abruzzi, la coppia azzurra viene ripresa. Altri gruppetti partono, ma il plotone non ne vuol sapere di perdere il braccio di ferro. Solo ai -75, su un cavalcavia, i due Uae Narvaez e Mikkel Bjerg riescono a prendere il largo, seguiti da Andreas Leknessund della Uno-X, mentre dietro il gruppo si spezza per i ventagli, con Vingegaard e Pellizzari attardati nel secondo troncone: la Visma, poi, limita i danni, riportandosi in pochi chilometri davanti. In seguito, si avvantaggiano altri 21 corridori, mentre dietro gli uomini di classifica iniziano a rinunciare alle ambizioni di tappa.










