Il gesto di una ragazza di Palmi, Benedetta Previtera, che dedica la sua tesi alla sorella rimasta a casa ad accudire la madre affetta da SLA
PALMI – Non c’è solo il sigillo del 110 e Lode sulla laurea triennale in Economia Aziendale della palmese Benedetta Previtera. Tra le pagine della tesi discussa all’Università della Calabria, si nasconde una valuta che non ha corso legale, ma valore infinito: il tempo. Quel tempo che sua sorella Chiara le ha donato con silenziosa dedizione, restando a Palmi a proteggere il cuore della famiglia, la mamma Rosa, nella sua battaglia quotidiana contro la SLA. A soli ventidue anni, Benedetta ha così trasformato un traguardo accademico in un atto di restituzione, dedicando ogni parola del suo percorso a Chiara. Non è un semplice omaggio, ma il riconoscimento di una scelta coraggiosa e del legame profondo fra due sorelle. Raggiunta da L’Altravoce, Benedetta ha raccontato al nostro giornale la sua storia. Benedetta, nella dedica della tua tesi hai scritto che Chiara ti ha donato il “bene più prezioso”: il tempo.
Quando hai capito che quel tempo non era solo per te, ma era il frutto di una scelta consapevole di tua sorella?
«L’ho capito nello stesso momento in cui ho ricevuto la notizia della malattia di mamma. Sono stati proprio i miei fratelli, Chiara e Gaetano, a spiegarmi la situazione in quel maggio 2018 e, dal primo istante, ho subito notato come entrambi hanno immediatamente messo in pausa i loro impegni e le loro vite per starmi accanto e proteggermi in quanto la più piccola della famiglia. Gaetano poi, vivendo a Milano, è sempre stato al mio fianco, anche se da lontano, e mi ha “lasciata” tra le mani di Chiara che non ha mai esitato nel prendere in mano le redini della famiglia soprattutto nei primi mesi, quando mamma e papà erano fuori per le cure».









