di
Elisabetta Andreis
La professoressa, scomparsa nel settembre 2025, considerava l’ateneo la sua casa: lontana dal potere, vicina agli studenti. Si parla di milioni di patrimonio, tra investimenti e due grandi appartamenti
Le chiavi di due case piene di vita. Le tovaglie ricamate piegate nei cassetti. I libri. Le pellicce. I quadri appesi alle pareti. E poi i microscopi, le lezioni, gli appunti presi a mano per non sbagliare niente. Alla fine Laura Vitellaro Zuccarello ha lasciato tutto lì dove aveva passato un’intera esistenza: alla Statale di Milano. Non una parte. Tutto. Erede universale.
La professoressa, scomparsa nel settembre 2025, considerava l’ateneo la sua casa. I colleghi la sua famiglia. Si parla di milioni di patrimonio, tra investimenti e due grandi appartamenti confinanti a Città Studi. «Ha regalato alla sua università l’incondizionata fiducia per il futuro», sintetizza il notaio Annarita Zingaropoli, che ne ha raccolto le volontà. «La signora è arrivata da me molto consapevole del valore del gesto che stava compiendo — sorride —. Si vedeva che si era informata benissimo in materia successoria, faceva domande giuridiche precise e mi teneva testa». Era già in pensione e abitava in una delle due case che ha lasciato, l’altra l’aveva ereditata dal fratello. «Le interessava che il suo patrimonio fosse utile a qualcuno per qualcosa, ripeteva sempre questa frase».










