TREVISO - «Vi penso sempre. E sono fiera di essere stata vostra insegnante». Sono le ultime parole che Michela Antonello, 52 anni, professoressa delle scuole medie Stefanini, ha inviato ai suoi alunni. La frase è contenuta in una lettera che aveva scritto nelle ultime settimane con il puntatore oculare, il computer che si comanda con lo sguardo. La sclerosi laterale amiotrofica, la Sla, malattia che aveva scoperto lo scorso giugno, meno di un anno fa, ormai le consentiva di muovere solo gli occhi. Fino a ieri mattina, quando li ha chiusi in un letto della Casa dei gelsi.
La notizia si è diffusa in un lampo. In primis a scuola. Michela abitava a Sant'Angelo. Era salita in cattedra alle Stefanini fino allo scorso giugno. Insegnava tecnologia. Poi ha iniziato a faticare a muovere una mano. E di seguito è emersa la malattia che l'ha progressivamente bloccata.
Prof per vocazione, Michela amava insegnare. Così come amava i propri alunni. Ma il suo orizzonte non si fermava qui. Era impegnata anche con la Cgil di Treviso. «Ha sempre portato avanti le battaglie per i diritti umani, della scuola, della parità di genere e delle donne - ricorda Manuela Morales, una delle amiche che le sono state sempre accanto - ha pensato ai suoi studenti fino all'ultimo, come testimoniato dalla meravigliosa lettera che aveva scritto nelle scorse settimane. Aveva una vitalità incredibile. E ha affrontato anche la malattia sempre a testa alta». Tra le mille passioni di Michela c'era anche quella per i viaggi. Uno di questi, in Argentina, nella terra Mapuche, lo aveva fatto assieme a Monica Tiengo, storica esponente del movimento poi sfociato nel centro sociale Django. «Era persona meravigliosa - dice quest'ultima, anche lei accanto all'amica fino all'ultimo istante - perdo una sorella». Michela Antonello lascia la mamma Barbara, 85 anni, e il figlio Carlo, 20. Il funerale potrebbe essere celebrato martedì. Ma la data verrà confermata solo nelle prossime ore.






