Jannik Sinner ha concesso un’intervista a L’Equipe dopo la vittoria nel torneo di Montecarlo, lo scorso 12 aprile. E ha raccontato che il segreto di questo suo momento trionfale va rintracciato nella sconfitta nella finale del Roland Garros 2025, dove Carlos Alcaraz lo ha battuto dopo avergli annullato tre match point: «Sarebbe una bugia dire che è stato facile voltare pagina – ammette il n. 1 al mondo – ma, come sempre, ho cercato subito di guardare avanti, come faccio anche quando vinco. Ed è così che sono riuscito a trionfare a Wimbledon subito dopo. Ma ho imparato grandi lezioni da quella sconfitta a Parigi. E me sono uscito con una certezza: quella di poter giocare bene sulla terra battuta".

La copertina dell'Equipe dedicata a Sinner

Il paragone con i robot non gli dispiace

Pochi trionfalismi, tanta disciplina: «Ho l’immagine di un giocatore senza emozioni», ammette, «ma è perché sono molto concentrato su quello che devo fare». Quando chiedono a Sinner del paragone con un robot, non si sottrae: «Non trovo che il termine sia dispregiativo. È così che funziono. Cerco sempre di essere il più preciso possibile, di giocare il colpo giusto al momento giusto».

Il peso del lavoro