"Cerco di vivere nel modo più normale possibile". È questo il segreto dell'extraterrestre Jannik Sinner, dominatore assoluto del pianeta tennis in questa stagione anche "grazie" all'infortunio di Carlos Alcaraz. Il numero uno del mondo si è raccontato in un'intervista a L'Equipe Magazine dopo la vittoria a Montecarlo, pubblicata oggi in vista del Roland Garros. Il campione altoatesino ha parlato del suo rapporto con lo Slam francese, ma anche del caso Clostebol e di come passa il poco tempo libero. Roland GarrosSinner ha un conto in sospeso con il torneo sulla terra rossa parigina. Come ha sottolineato, la ferita aperta dopo la sconfitta dello scorso anno contro Alcaraz (6-4, 7-6, 4-6, 6-7, 6-7) ha faticato a rimarginarsi: "Sarebbe una bugia dire che è stato facile voltare pagina. Ma ho cercato di guardare immediatamente avanti. Ho imparato grandi lezioni da quella partita: è così che ho vinto a Wimbledon subito dopo. E ho trovato una certezza: quella di poter giocare bene anche su terra battuta". Consapevolezza dolomitica contro cui si sono scontrati gli avversari affrontati a Montecarlo, Madrid e Roma. Tre tornei sul rosso in poco più di un mese: prima era fermo a uno (Umago 2022, vittoria contro Alcaraz in finale).E il caso Clostebol? Il numero uno al mondo ha poi affrontato un tema delicato come la sospensione dopo il caso Clostebol dal 9 febbraio 2025 al 4 maggio 2025: "Non direi che mi abbia proprio cambiato, ma ho capito sicuramente un paio di cose. Ho pagato il prezzo di un errore che non era mio: in campo, nel periodo prima della sospensione, sembravo molto triste. E in effetti lo ero, non mi sentivo libero". Tre mesi complicati, dai quali però è uscito con ancora più forza: "Non ne parlavo con nessuno, e dopo l'esperienza ho capito chi sono i miei veri amici, e questo mi ha aiutato. Ma credo che nulla accada per caso. Poi una mattina mi sono svegliato con l'idea di trasformarlo tutto in positivo. Ho trascorso del tempo con la mia famiglia, poi sono tornato al lavoro dedicandomi molto alla palestra. E quando sono rientrato in campo, a Roma, mi sentivo felice e sollevato. Volevo solo godermi il momento, ci sono riuscito e ho giocato un tennis fantastico".Quanto conta la famiglia? In campo martella senza sosta e in molti lo paragonano a un robot: "Non è un paragone dispregiativo, è così che funziono: cerco di essere il più preciso possibile sempre". L'etica del lavoro di Sinner è impressionante, tenendo in considerazione che è pur sempre un ragazzo di 24 anni. Una predisposizione al sacrificio trasmessa da papà Hanspeter e mamma Siglinde, da cui si è rifugiato in questi giorni prima di partire per Parigi: "Da piccolo li vedevo solo la sera e la mattina presto. Ricordo che, indipendentemente da ciò che accadeva al ristorante, i miei genitori tornavano sempre a casa col sorriso. Da loro ho imparato a vivere nel presente, senza guardare troppo avanti o indietro. E cercando di fare sempre del mio meglio. Certo, ogni tanto sento la loro mancanza: i miei nonni invecchiano e vorrei poterli vedere più spesso". Che cosa fa nel tempo libero? Sinner ha una grande passione per le auto da corsa ed è molto amico dei piloti Ferrari Endurance Alessandro Pier Guidi e Antonio Giovinazzi: "A volte mi faccio un giro in macchina anche io. Quando finisco l'allenamento accendo la musica e guido per venti o trenta minuti". Nel tempo libero c'è però spazio anche per altro: "Oltre ai videogiochi, guardo Netflix: devo finire His & Hers. Mi manca solo un episodio". E poi la lettura dei giornali anche se, chiarisce, "le pagine del tennis non le leggo, so già cosa succede... leggo quelle di calcio, è uno sport molto importante in Italia".Una vita fuori dal campo priva di eccessi, come tiene a precisare il campione altoatesino: "Cerco di vivere nel modo più normale possibile. Non ho nè desiderio nè bisogno di vantarmi. Sono contento di ciò che ho e felice soprattutto di trovarmi in salute. Ho scelto una vita con sacrifici, ma ci vuole anche equilibrio: si hanno 24 anni una sola volta, cerco di godermeli. E io ho trovato un buon equilibrio".Nessuna intenzione di fermarsi Sinner si è poi tolto qualche sassolino dalla scarpa: "Mi immaginano come un giocatore senza emozioni, ma è perché mi sento molto concentrato sulle cose da fare. Serve una condizione fisica e mentale eccezionale". E sulle polemiche legate alle sua residenza nel Principato di Monaco e il legame con l'Italia: "Ho scelto Monaco per la tranquillità e le strutture perfette. Se fossi rimasto ad allenarmi a casa non sarei stato nelle condizioni per diventare il miglior giocatore possibile. Sono fiero di essere italiano". A chiudere un messaggio per mettere in allerta tutti i rivali: "Il top del potenziale non si può raggiungere a 24 anni: il desiderio è arrivarci fra qualche anno. Vorrei diventare un giocatore che serve molto bene, aggressivo e capace di leggere ogni situazione". Quale sia il top di un campione già straordinario non è dato saperlo, ma Sinner è pronto a continuare a stupire.1 di 20Avvia slideshowFullscreenZoom© Getty Images © Getty Images