Il salmone è ricco di omega-3, ma non è necessariamente la scelta migliore per rapporto omega-3/prezzo. Se l’obiettivo è assumere EPA e DHA spendendo meno, i candidati più forti sono sardine, sgombro, alici/acciughe e aringa. In Italia, la scelta più sensata è spesso il pesce azzurro piccolo, perché unisce buon contenuto di omega-3, prezzo più basso, disponibilità e minore rischio di contaminanti rispetto ai grandi predatori come tonno e pesce spada. Le linee guida CREA indicano infatti di preferire sarde, alici e sgombro rispetto ai pesci di grossa taglia accumulatori di metilmercurio. Il punto chiave è questo: il salmone è ottimo, ma non è imbattibile. Nelle tabelle Crea, l’aringa atlantica arriva a circa 2,01 g di EPA+DHA per 100 g, il salmone atlantico sta tra 1,28 e 2,15 g, le sardine tra 1,15 e 2 g, la trota arcobaleno intorno a 1,15 g, lo sgombro tra 0,4 e 1,85 g, e il tonno tra 0,28 e 1,51 g. Crea precisa anche che questi valori sono approssimativi, perché il contenuto di grassi cambia con specie, stagione, dieta, confezionamento e cottura. I prezzi indicati sotto sono ordini di grandezza da siti di grande distribuzione consultati online, quindi possono cambiare per città, promozione, disponibilità e peso sgocciolato. Sono utili per capire il rapporto pratico tra costo e omega-3, non per stabilire un listino nazionale. Di seguito i 7 pesci migliori, dal più conveniente al meno convincente.