Anche nel 2025, il salmone norvegese si conferma come uno degli alimenti più amati dagli italiani: quasi il 75% dei consumatori lo indica come la propria scelta preferita tra le varietà disponibili. È quanto emerge dal Norwegian Seafood Seminar l’evento annuale promosso dal Norwegian Seafood Council (Nsc), dedicato all’analisi dei trend del mercato ittico italiano, con un focus sui principali prodotti provenienti dalla Norvegia: salmone, stoccafisso e baccalà. L’incontro, che si è svolto lo scorso 5 giugno a Milano, ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’industria, del settore retail e HoReCa. A conferma della fiducia costruita negli anni nei confronti dell’industria ittica norvegese, emerge che il 90% del salmone consumato in Italia proviene dalla Norvegia. Un prodotto il cui valore delle importazioni ha raggiunto 1.277 milioni di euro, accompagnato da una crescita importante sia in termini di volume (+14%) sia di valore (+9%), evidenziando così una domanda in espansione anche in un contesto economico complesso. Un segnale interessante dell’evoluzione del comportamento dei consumatori è rappresentato dall’acquisto digitale: oggi, il 10% degli italiani dichiara di acquistare salmone norvegese “spesso o molto spesso” tramite retail online o app dedicate. Secondo i dati Crest di Circana, presentati durante il seminario sul consumo Out Of Home, nel 2024 gli italiani hanno consumato oltre 1 milione di porzioni di pesce e frutti di mare, con un incremento del +3% rispetto all’anno precedente. Il salmone si è confermato il protagonista indiscusso del consumo fuori casa: la crescita complessiva è stata del +6,2%, trainata soprattutto da contesti come i Quick Service Restaurant e gli ambienti di lavoro. Anche il merluzzo ha registrato una performance positiva con un +5,2%, distribuito in modo omogeneo su tutte le sue varianti. Quasi la metà dei consumatori che cercano qualità (46%), sceglie il salmone durante i pasti fuori casa. In questo scenario, quello norvegese si posiziona come una delle opzioni più complete e apprezzate. Inoltre, rispetto ad altre fonti proteiche, il salmone norvegese presenta un profilo ambientale particolarmente vantaggioso. Secondo i dati condivisi da Nordlaks durante il seminario, il salmone garantisce una resa commestibile fino al 68%, superiore a quella di pollo, maiale e agnello, e permette di utilizzare quasi interamente l’animale: il 99,5% del corpo del salmone viene impiegato, riducendo al minimo lo spreco. Anche in termini di impatto ambientale, il salmone mostra una delle impronte di carbonio più basse del comparto: appena 0,6 kg di CO2 per chilo di prodotto. Nel 2025, le importazioni complessive in Italia di prodotti lavorati a base di merluzzo – provenienti da diversi Paesi, inclusa la Norvegia – hanno raggiunto un valore di 275 milioni di euro, con una crescita dell’11% in volume rispetto all’anno precedente. Un dato che si inserisce in un contesto più ampio, segnato da una riduzione delle esportazioni norvegesi di stoccafisso e baccalà, legata all’adozione di quote di pesca più restrittive da parte delle autorità norvegesi. Una misura necessaria per tutelare gli stock ittici e garantire la sostenibilità a lungo termine delle risorse marine. All’interno del mercato italiano, secondo i dati NielsenIQ presentati durante il seminario, lo stoccafisso ha comunque registrato una performance positiva nel canale retail: la domanda è aumentata nella maggior parte dei canali di vendita – ad eccezione delle superette – e la pressione promozionale si è ridotta al 9,6%. Anche il baccalà conferma la sua solidità sul mercato, sostenuto soprattutto dai canali della grande distribuzione. Nonostante un prezzo medio superiore, continua a incontrare il favore di un pubblico sempre più attento alla qualità e alla provenienza del prodotto.
Norwegian Seafood Council, ‘salmone sempre amato dagli italiani’ - Terra e Gusto - Ansa.it
‘+11% volume importazioni di prodotti a base di merluzzo’ (ANSA)







