Milano, 5 ott. (askanews) – Nella prima metà del 2025 le esportazioni di stoccafisso dalla Norvegia hanno registrato un calo del 15% in volume (883 tonnellate) e dell’1% in valore. La contrazione è legata soprattutto alla riduzione delle quote di merluzzo in Norvegia, che ha determinato prezzi record. Nonostante ciò, la domanda del mercato italiano ha cercato di tenere: il calo delle esportazioni non è stato proporzionale alla riduzione delle quote, segno di un interesse ancora solido. Pur a fronte di un calo complessivo dei volumi, emergono dinamiche incoraggianti nella ristorazione e nella moderna distribuzione, dove hanno registrato risultati migliori i prodotti più pratici e immediati, come i ready to cook e ready to eat.
Questi trend si collocano all’interno in un contesto globale caratterizzato da quote di pesca più restrittive adottate dalle autorità norvegesi, una misura necessaria per proteggere gli stock ittici e garantire la sostenibilità delle risorse marine a lungo termine.
Il legame tra lo stoccafisso norvegese e la cultura gastronomica del nostro Paese è molto forte: da oltre 500 anni infatti accompagna la cucina italiana ed è diventato protagonista di ricette popolari in diverse regioni – dal Veneto alla Liguria, dalla Campania alla Calabria, fino all’area orientale della Sicilia, senza dimenticare località storiche come Ancona e Livorno.






